L’assessore all’Agricoltura, Allevamento, Pesca e Acque del Governo delle Canarie, Narvay Quintero, ha anticipato oggi a Mario Cabrera gli strumenti che, insieme ai rappresentanti del settore, si stanno studiando per combattere la concorrenza sleale. Mario Cabrera, deputato del Gruppo Nazionalista Canario, ha interrogato oggi l’assessore in sessione plenaria del Parlamento delle Canarie sulle misure che il Governo intende adottare per affrontare la concorrenza sleale nel settore.
“L’Associazione dei produttori di Aloe Vera Canario stimava in circa 21 milioni di euro annui la somma che i produttori delle isole smettono di incassare a causa della concorrenza sleale. Parliamo di prodotti elaborati con aloe proveniente da altri paesi, che vengono spacciati per canari, anche se la base non è il nostro aloe vera”, ha avvertito Mario Cabrera.
Si tratta di un settore ancora emergente, “ma che nelle Canarie conta una decina di industrie dedicate alla produzione e commercializzazione di prodotti di aloe vera, che danno lavoro a più di 200 lavoratori, secondo quanto indica lo stesso collettivo. Inoltre, abbiamo aziende che elaborano in modo artigianale diversi prodotti e persino cosmetici. Viene usato come complemento in molteplici prodotti alimentari”, ha ricordato il deputato di Fuerteventura.
Nella sua risposta, Narvay Quintero ha spiegato che si sta lavorando da due assessorati del Governo, quello dell’Agricoltura e quello dell’Industria e Commercio. Dal primo, si è già iniziato a consigliare i produttori per l’ottenimento del marchio collettivo aloe vera de Canarias. Ha inoltre spiegato che “proprio la scorsa settimana ci hanno comunicato la loro intenzione di costituirsi come marchio collettivo e abbiamo già tenuto le prime riunioni. Una volta ottenuto questo marchio, e se i produttori lo richiedessero, si potrebbero avviare le pratiche per l’ottenimento della Denominazione di Origine Protetta, una figura che, senza dubbio, differenzierà il prodotto canario da quello di altri luoghi che oggi viene commercializzato come prodotto locale”.
Allo stesso tempo, dall’Assessorato all’Economia, Industria, Commercio e Conoscenza, sono state incrementate le ispezioni e rafforzata la collaborazione con altre amministrazioni coinvolte nel controllo dei prodotti cosmetici elaborati con questa pianta.
A novembre e dicembre 2015 è stata realizzata una campagna di ispezione specifica che ha incluso un totale di 58 ispezioni in stabilimenti di tutte le isole. Le principali irregolarità rilevate erano legate alla provenienza del prodotto e all’uso improprio del termine Isole Canarie, al punto che il 64% dei prodotti utilizzava questo termine nonostante non fossero stati prodotti nell’arcipelago, da qui l’importanza dell’istituzione di un marchio.
Inoltre, la Direzione Generale del Commercio e Consumo e la Direzione Generale della Farmacia stanno lavorando alla progettazione di una nuova campagna per verificare che sia l’etichettatura del prodotto Aloe Vera Fuerteventura Antigua sia la sua composizione rispettino quanto stabilito dalla legge.
Esiste anche una proposta dell’Economia, Industria, Commercio e Conoscenza affinché l’Istituto Tecnologico delle Canarie studi la possibilità di diventare il laboratorio di controllo qualità ed etichettatura dell’aloe vera, che vigili e cataloghi la qualità di questa coltivazione e dei prodotti elaborati con essa per garantirne la qualità e l’origine davanti al mercato europeo, secondo quanto informato da Narvay Quintero nel Parlamento delle Canarie.